• Dalle staminali terapie per i mali incurabili

La ricerca sulle cellule staminali a fini terapeutici è senz’altro una delle aree di ricerca in medicina più promettenti, in particolare per le malattie degenerative, per le malattie cardiovascolari e per i tumori. Le cellule staminali sono una sorta di cellule bambine, ancora indifferenziate, che sono presenti soprattutto nel midollo osseo, e che possono essere stimolate in laboratorio a differenziarsi in cellule del sistema nervoso, del cuore, della pelle, dei muscoli, delle ossa, del fegato, del pancreas, del sangue e così via. Se in molte aree si è ancora agli inizi, già il trapianto di cellule progenitrici delle cellule del sangue permette di migliorare i risultati dei trattamenti nelle leucemie acute, nei linfomi maligni e nel mieloma multiplo, ed anche in alcuni tumori solidi quali il tumore del testicolo. Mentre nel campo del cosiddetto trapianto di midollo si è già in un ambito di terapie consolidate già praticate ampiamente nei vari istituti di ricerca, la terapia con cellule staminali per "rigenerare" tessuti ed organi è ancora in una fase di sperimentazione ed è ancora necessario attendere i risultati concreti degli studi clinici in atto. Ma quali sono gli organi ed i tessuti che si potranno "rigenerare" coltivando le cellule staminali? Per esempio il tessuto del cuore danneggiato da un infarto come nel caso recente di Padova o quello dei vasi sanguigni compromessi da ipertensione ed arteriosclerosi: già nel giugno del 2000 un primo intervento con iniezioni di cellule staminali nel cuore umano malato fu eseguito in un uomo di 72 anni a Parigi e da allora le nuove cellule sane sono cresciute ed hanno rimpiazzato quelle danneggiate. Esistono ancora troppi pochi casi di utilizzo di cellule staminali per riparare il cuore danneggiato per poter dire se questa sarà una procedura che diventerà pratica clinica nel futuro, anche se i dati ad oggi disponibili sono molto incoraggianti. E poi tra gli altri organi che possono beneficiare della terapia con le cellule staminali vi è il midollo spinale che sia per esempio stato danneggiato da traumi fisici, dando così una speranza concreta ai paraplegici, le cellule nervose distrutte da malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, e la sclerosi laterale amiotrofica, il tessuto osseo danneggiato da malattie muscolo-scleletriche come tumori o malattie progressive delle giunzioni ossee; i tessuti di retina, cornea ed apparato riproduttivo danneggiati da malattie genetiche o traumi, il pancreas il cui mal funzionamento è alla base del diabete mellito. Esistono poi grandi possibilità nella terapia delle ustioni con le cellule staminali della pelle che possono essere isolate e coltivate in provetta ed utilizzate per riparare queste gravi lesioni nello stesso paziente da cui sono state prelevate.

In conclusione è necessario senz’altro attendere lo sviluppo delle ricerche in atto anche perché si è consapevoli che sempre più pazienti sono candidati a trapianti, mentre la disponibilità degli organi non è sufficiente a soddisfare tutte le richieste. D’altra parte se le cellule staminali riusciranno ad essere utilizzate con successo potranno essere senz’altro di grande ausilio per il controllo di malattie oggi non guaribili con le armi a disposizione. Per questo è necessario tempo, ma soprattutto finanziamenti per quei gruppi di ricerca che potranno al più presto dare le risposte più convincenti per il vantaggio di tutti noi.

 

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