• I danni pesanti delle droghe leggere

Voglio essere subito molto chiaro: sono contrario all’utilizzazione di qualsiasi tipo di droga, leggera o pesante che sia, sintetica o naturale che sia. D’altra parte come medico impegnato nella lotta contro il cancro e contro l’AIDS, come potrei non essere decisamente contrario? Come d’altra parte dovrebbe agire un medico di fronte a chi fuma marijuana, se non avvertirlo che questa abitudine danneggia gravemente i suoi polmoni, aumenta il suo rischio di cancro, ottunde le sue facoltà cognitive come l’attenzione e la memoria ed aumenta conseguentemente il rischio di incidenti stradali? Dico anche subito che non sono un votato alla penitenza: tra l’altro, amo la buona cucina ed apprezzo il buon vino di cui è giustamente orgogliosa la mia terra.
E’ evidente che nella nostra società si è andata sempre più evidenziando una sorta di accettazione, quasi ineluttabile, delle droghe in generale, basti pensare a quello che è successo nello sport. Campioni osannati di molti sports continuano ad esserlo nonostante siano stati riscontrati nei loro esami del sangue e delle urine quantità enormi di droghe sintetiche, in particolare anabolizzanti. Tutti dovrebbero sapere che oltre a rovinare lo sport nel suo significato etico ed agonistico, questa pratica comporta gravi danni per la salute, non solo per questi cosiddetti campioni, ma per tanti giovani che ne stanno emulando le gesta utilizzando anche loro queste sostanze dannose ed antisportive nella loro pratica, anche dilettantistica, di tutti i giorni. Come potremmo in questo contesto non accettare per esempio il fumo della marijuana, quando solo per fare un esempio un terzo della popolazione italiana fuma già tabacco? Come potremmo parlare di pericolosità della marijuana per chi guida in macchina, quando ben sappiamo che l’alcool è tra le cause principali degli incidenti stradali di oggi? Bisogna essere anche molto chiari su questi argomenti: se esiste il fumo di sigaretta e se esiste l’abuso dell’alcool, non è possibile accettare il principio che per non fare delle differenze devono essere approvate anche la marijuana e le altre droghe cosiddette leggere. Quando, tanti anni fa, il povero Vincenzo Muccioli mi fece visitare per la prima volta la Comunità di San Patrignano, che fu uno degli eventi più importanti e toccanti della mia vita, rimasi colpito dal fatto che tutti coloro che erano lì "ricoverati", ammettevano di aver fatto uso di marijuana prima del passaggio alle cosiddette droghe pesanti. Anche se ovviamente non tutti i consumatori di marijuana passeranno alle droghe pesanti, certamente il dato che riscontrai a San Patrignano mi colpì e mi colpisce tuttora. Credo sia necessario richiamare tutti i nostri concittadini al concetto che non possiamo deliberatamente alterare le capacità del nostro cervello fumando o impasticcandoci con droghe leggere o pesanti e iniettandoci in vena sostanze "paradisiache". Il rispetto che dobbiamo al nostro corpo ed al suo organo più nobile, il cervello, deve prevalere su queste bassezze. Inoltre è ovvio che se il fumo di sigaretta provoca per esempio ogni anno nel mondo un milione di tumori del polmone, se un terzo circa dei quasi 250mila nuovi casi di tumore per anno che si verificano nel nostro paese sono dovuti direttamente o indirettamente al fumo di sigaretta, e se ogni anno circa 90mila persone muoiono nel nostro paese per cause correlate al fumo di sigaretta, il fumo delle droghe cosiddette leggere aggiunge solo altre vittime a questo scenario apocalittico. Infatti, non è la nicotina che provoca questi problemi, anche se è ovviamente alla base della dipendenza che si crea fumando il tabacco, ma bensì i prodotti della combustione che sono cancerogeni ed è lo stesso processo che si verifica fumando marijuana. Pertanto è ovvio che fumando marijuana si hanno gli stessi problemi sanitari di quelli che si riscontrano fumando tabacco, con un’aggravante molto importante: la marijuana, a differenze del tabacco, può provocare alterazioni cerebrali che possono avere un significativo impatto per esempio negli incidenti del sabato sera o comunque di ogni giorno senza escludere gli effetti a medio e lungo termine sulla funzionalità del cervello stesso e sul sistema immunitario. Detto tutto questo, non voglio fare del terrorismo né criminalizzare alcuno, ma cercare soltanto di convincere che non conviene fumare né fumo di sigaretta né fumo di droghe leggere, e che bisogna combattere contro ogni tipo di droga. E’ una questione di principio e noi adulti dobbiamo batterci affinché i nostri figli ed i giovanissimi crescano in un ambiente dove la battaglia alle droghe è totale. Comunque, se uno vuole continuare ad usare queste sostanze, dovrebbe conoscere i rischi a cui va incontro, ed inoltre è bene che non faccia opera di proselitismo sugli altri, in particolare sulla televisione, sui giornali o nella scuola. E’ senz’altro consigliabile che almeno i medici si oppongano decisamente all’utilizzo delle droghe cosiddette leggere da parte di chicchessia e che i politici facciano in modo, con leggi adeguate, come sembra il caso del governo Berlusconi, a far si che si combatta il fenomeno senza fare inutili distinzioni tra quello che viene considerato leggero o pesante. E’ soltanto molto dannoso.

 

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