• Il rischio evitabile del fumo passivo

Le recenti decisioni governative di procede al più presto al bando del fumo nei locali pubblici porta alle seguenti considerazioni. Se è a tutti noto che il fumo fa male a chi fuma, il fumo passivo costituisce una significativa situazione di rischio per i non fumatori, sia bambini che adulti. Per i bambini l’ambiente a maggior rischio è senz’altro quello domestico, per gli adulti è invece quello del lavoro e delle attività di svago. Come enunciato nel documento messo a punto dal Comitato Scientifico dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente coordinato dal prof. Ricci, per il cancro del polmone, l’esposizione al fumo del coniuge comporta un aumento del rischio pari al 24%; per la patologia cardiovascolare il fumo del coniuge produce un aumento del rischio apri al 30%; per la patologia respiratoria dell’adulto il fumo del coniuge non costituisce un fattore di rischio misurabile, ma il fumo nel posto di lavoro aumenta del 30% il rischio di asma e di compromissione polmonare. Nel bambino, la patologia respiratoria presa nel suo insieme è all’incirca raddoppiata per l’esposizione al fumo materno. Estrapolando i dati epidemiologici raccolti in California alla realtà italiana si può calcolare, grosso modo, che l’esposizione al fumo passivo possa essere causa ogni anno nel bambino di circa 500mila casi di malattie respiratorie più o meno gravi (dall’otite all’asma alla broncopolmonite), e nell’adulto di circa 500 cancri polmonari e di circa 10mila cardiopatie ischemiche. Tutto questo fa del fumo passivo un importante fattore di rischio evitabile, sia di invalidità che di morte. Gli interventi possibili sono di due ordini:

  1. un intervento educativo sulla popolazione generale, che riducendo il fumo attivo riduca indirettamente il rischio di fumo passivo (da parte dei medici di medicina generale e dei media); un intervento educativo mirato alle donne in gravidanza (da parte dei ginecologi) ed alle famiglie di bambini piccoli (dai pediatri e dai media);
  2. l’interdizione del fumo nei luoghi pubblici, come giustamente si vuole procedere in ambito italiano sulla falsariga di quanto succede da tempo negli Stati Uniti ed in un sempre maggior numero di paesi europei.

 

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